Sembra che la primitiva chiesa di Pomponesco fosse stata costruita nel XIII secolo. Da un documento del 1339 si apprende che questa chiesa versava in pessime condizioni a causa delle frequenti alluvioni e guerre. Si ipotizza che la pavimentazione fu rifatta una prima volta nel 1787[1].
La nuova parrocchiale venne edificata tra il 1829 ed il 1831 su progetto di Giovanni Battista Vergani, come testimonia un'iscrizione posta nella chiesa, che recita: "Questa chiesa fu disegnata dal Sig. Architetto Prof. Vergani ed eseguita da me Bartolomeo Bovi di Mantova e appaltata a Sante Mora di Gonzaga e fu principiata al marzo 1829; è stata ultimata e collaudata il giorno 18 agosto 1831 e nello stesso giorno ne prese possesso il parroco". Tra il 1920 ed il 1921 fu realizzata la nuova facciata, progettata da don Illemo Camelli di Cremona; venne inaugurata il 15 settembre 1921 dal vescovo di Cremona Giovanni Cazzani. Nel 1935 l'interno dell'edificio fu decorato e, tra il 2013 ed il 2018, la chiesa subì importanti lavori di restauro, in seguito al terremoto dell'Emilia del 2012
Il Patrono di Pomponesco: Santa Felicita e i Sette Martiri
La comunità di Pomponesco è profondamente legata alla figura di Santa Felicita e dei suoi sette figli martiri, patroni del borgo. La loro memoria liturgica viene celebrata solennemente ogni anno la seconda domenica di luglio.
Una storia di fede e coraggio
Vissuta a Roma nel II secolo d.C., Felicita era una nobile vedova che scelse di dedicare la propria vita alle opere di bene e all'educazione cristiana dei suoi sette figli: Gennaro, Felice, Filippo, Silano, Alessandro, Vitale e Marziale. Denunciata per la sua fede sotto l'impero romano, la donna rifiutò fermamente di sacrificare agli dèi pagani. Fu così costretta ad assistere al martirio dei suoi figli, prima di essere uccisa a sua volta. Per questo motivo, Santa Felicita è venerata come simbolo universale di coraggio e amore materno.
Il cuore spirituale del borgo
Il profondo legame tra Pomponesco e i suoi patroni si riflette nel monumento più importante del paese: la Chiesa Arcipretale dei Santi Sette Fratelli Martiri. Affacciata sulla splendida Piazza XXIII Aprile, la chiesa ha origini antichissime risalenti a prima del XIV secolo. Ricostruita e ampliata nel corso del tempo (in particolare sotto i Gonzaga), custodisce ancora oggi l'identità spirituale, artistica e culturale dell'intero territorio.